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Il fenomeno della finanza a impatto sociale è emerso negli ultimi anni sia in risposta alla crisi dei tradizionali sistemi di welfare e alla progressiva diminuzione del finanziamento pubblico al Terzo Settore, sia in relazione alla crescente esigenza di innovazione sociale, che hanno condotto a un ripensamento delle forme di finanziamento dell’impresa sociale e hanno aperto le porte all’ingresso della finanza nel mondo non profit, attraverso l’offerta di nuovi strumenti finanziari volti a far convogliare capitali privati verso l’imprenditoria sociale, al fine di creare impatti sociali positivi abbinati a rendimenti economici.

Il dibattito sulla effettiva applicazione di questi strumenti si è finora incentrato sui metodi di valutazione e di misurazione dell’impatto sociale per la remunerazione del capitale investito, trascurando il ruolo delle motivazioni che spingono gli agenti coinvolti (investitori e imprenditori sociali) ad agire.

Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo delle motivazioni ideali (o intrinseche) di manager e lavoratori sociali, insieme a principi di governance condivisa e a vincoli sull’appropriazione del profitto, per spiegare l’efficienza delle organizzazioni del Terzo Settore nel creare un impatto sociale positivo.

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Il Codice Etico

Il codice etico aziendale, detto anche codice di condotta, è un documento contenente una serie di regole sociali e morali redatte dall’azienda e alle quali tutti i membri della società devono attenersi. È la carta dei diritti e dei doveri fondamentali dove vengono definite le responsabilità etico-sociali (sia verso l’interno, che verso l’esterno) dell’impresa e i valori che abbraccia: è volontaria e non è vincolante ai sensi di legge. Il suo scopo è quello di ricordare, a tutti e sempre, lo spirito che anima l’azienda e il motivo per il quale è stata creata. 


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Perché un Codice Etico?

La necessità di dotare l’azienda di un codice etico nasce da un problema di fondo di tutti i contratti. Questi, infatti, disciplinano molti aspetti della vita aziendale, ma ne trascurano altri. Come, appunto, le norme di comportamento morale ed etico - sia individuale che collettivo - all’interno di un organismo impresa. I valori, la mission e la vision aziendale, i punti di riferimento e la spinta verso il futuro: sono questi gli elementi fondanti del codice di condotta. In una dimensione più ampia, il codice etico dell’azienda definisce qualità e competitività in quanto catalizzatore di crescita. 

Di norma, la carta dei diritti e dei doveri fondamentali di un’impresa ha come punti di riferimento i seguenti principi: uguaglianza, equità, riservatezza, tutela della persona e dell’ambiente, onestà, imparzialità e trasparenza. Sono i responsabili ad avere il compito di verificare che il codice rispecchi i valori aziendali e saranno loro a informare e formare i dipendenti che hanno bisogno di maggiori spiegazioni, anche per quanto riguarda le sanzioni previste in caso di violazione.


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